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Analisi del respiro


Se tutto é metafora del nostro "modo", della nostra "forma", anche il respiro é metafora del nostro modo di relazionarci alla vita
Così in Transformational breath, si pone relazione tra lo schema di respiro adottato da una persona e il suo modo di affrontare la vita, le sue questioni emotive.
Se, per esempio, una persona respira adottando uno schema con respiri piccolissimi e poco ampi, cioè sta facendo entrare poca aria, ci sta dicendo che nel suo subconscio c'é una credenza per cui la persona ha una bassa percezione del proprio valore e perciò crede di meritarsi poco dalla vita.
Se invece, un'altra persona, respirando ha il petto gonfio e rigido, che non scende mai, ci sta indicando che non vuole lasciare andare la rabbia e il dolore accumulati dentro di lui, forse da piccolo non gli era stato consentito di esprimere il proprio dolore.
Analogamente: l'inspirazione, che corrisponde alla fase in cui prendiamo l'aria, metaforicamente equivale alla nostra capacità di prendere ciò che é bene per noi, mentre l'espirazione, che corrisponde alla fase in cui eliminiamo le tossine, equivale alla nostra capacità di lasciare andare ciò che ormai é inutile per noi, ciò che ci intossica.
Durante la sessione di respiro, il facilitatore ci aiuta ad aprire il nostro respiro e, respirando dove prima non era possibile, avviene una trasformazione, un "cambiamento di forma" che porta alla eliminazione dal nostro inconscio di quelle credenze che ci limitavano, e così automaticamente cambia la nostra percezione di vita e il nostro comportamento.

Come fisioterapista, applico la metodologia del respiro con i pazienti che ho in trattamento, persone con traumi cranici o con ictus, per migliorare la qualità del loro respiro e soprattutto per aiutarli nel percorso di accettazione del grande cambiamento, avvenuto sia nel fisico, sia nella psiche che nelle loro relazioni di vita. Dargli uno strumento di supporto per l'elaborazione del lutto della loro immagine precedente, gli consente di accettare "come sono ora", per poter riiniziare a "sentire" il proprio corpo e a "cogliere" le opportunità e le "capacità" di movimento che riaffiorano dopo l'evento traumatico. E' un piacere e un regalo vedere poi quali frutti il respiro dà a ciascuno di loro.
Il respiro aperto, circolare e connesso mi consente, nello scambio reciproco con loro, di accogliere i loro "doni": la fiducia completa o meglio "l'affidarsi senza riserve all'altro" di Remo, il riconoscimento del "potere risanatore del sonno respirato" di Carla, la determinazione nello "scegliere ciò che sentiamo che ci fa bene" anche se al di là del convenzionale di Brunella, la capacità di relazionarsi all'altro con "la semplicità della spontaneità" di Carlo, "lo sguardo dorato sul mondo" di Marialisa, "la forza di osare" nel clima fiducioso con l'altro di Francesco, la "riconoscenza manifesta" per un mondo e un modo nuovo "all'ascolto dell'altro" di Daniele, la folgorante scoperta "dell'agire" anche se immobili di Andrea....

Citazioni e letture:
Judith Kravitz "Manuale di formazione dei facilitatori di Transformational Breath"
Judith Kravitz "Breathe Dep, laugh luodly" Free Press Ink

Immagine: foto di Antonio Ruffoni