Languages

Benessere


Ben essere è amarsi, é accogliere tutte le nostre parti, le nostre maschere, é prendersi cura di se'.
E’ "ascoltarsi", "sentirsi”, “conoscersi”.
Ha a che fare col fatto di “essere centrati” su di sé: abbiamo l’esperienza del vivere e del mondo attraverso di noi, tramite il nostro corpo, solo così abbiamo il contatto con il fuori, l’altro.
Vuol dire essere all’ascolto, in sintonia con noi stessi, con il nostro mondo, il nostro angolo di visuale, le nostre modalità, ed essere “attenti” a sé. Essere consapevoli che i colori che vediamo sono “unici”, i nostri, così come i suoni, le emozioni, i sentimenti, i pensieri, e che solo tramite la nostra percezione, possiamo entrare in contatto con gli altri, col mondo, arricchendolo così con la nostra unicità.
Il nostro mondo “è” grazie a noi, “è” qui e adesso per noi.
Da qui l’importanza di riconoscere e gustare ciò che veramente sentiamo, ciò che veramente ci piace, ciò che veramente ci fa stare bene, al di là dei condizionamenti e delle scorciatoie.
Quando ci sentiamo appagati, non abbiamo pensieri che ci pre-occupano, ci sentiamo pienamente rilassati e il tempo non esiste, allora siamo felici, siamo in uno “stato di estasi”.
Sono le endorfine che “scorrono” dentro di noi in tutte le cellule del nostro corpo, piccole molecole peptidiche di oppiacei naturali che la cute, l’intestino, i polmoni, il sistema immunitario e il cervello mandano in circolo.

Inspirare aria a pieni polmoni, riposare dopo una corsa o dormire dopo avere tagliato la legna, sdraiarsi al sole e sentire la propria pelle scaldata, muoversi percependo l’elasticità del nostro corpo, prendersi il tempo di sdraiarsi in un prato per annusare l’erba ed osservare le nuvole passare, sentire il piacere che ci procura il movimento, camminando, saltando, ballando: tutto ciò contribuisce al nostro benessere.
Ingrossare i nostri muscoli, mangiare solo proteine, colorarsi con gli infrarossi, affaticarsi fino allo sfinimento, forse più che col piacere ha a che fare col condizionamento e con la convinzione che il nostro corpo sia una macchina, da usare e da far funzionare bene.


Il benessere del nostro organismo è dato dalla continua ricerca dell’equilibrio del nostro ambiente interno e dalla ricerca dell’equilibrio con l’ambiente esterno.
Questa funzione viene svolta da tre grandi sistemi del nostro corpo: il sistema nervoso, il sistema endocrino e il sistema immunitario “ i quali interloquiscono costantemente tra di loro grazie alla possibilità di scambiarsi messaggi portati prevalentemente da ‘molecole informazionali’ comuni a tutti e tre ; solamente quando questo dialogo avviene fluidamente e senza blocchi permanenti, l’equilibrio generale è mantenuto e questo si riflette positivamente in uno stato che noi chiamiamo ‘di salute’. Quando invece vi sono problemi in questa comunicazione o avvengono delle interruzioni prolungate nella comunicazione , cadiamo in uno stato che definiamo
‘di malattia’ ”.
La malattia è quindi rivelatrice di un disequilibrio, di un “mal essere”, che ci obbliga a prenderci cura di noi, è il modo per ricostituire un nuovo punto di equilibrio.
Purtroppo, è consuetudine comune, di prenderci cura di noi solo quando già stiamo male, quando siamo già in uno stato di malattia.
Molto invece possiamo fare per noi, se agiamo sulla prevenzione, con un senso di responsabilità personale, che ci fa diventare attori del nostro benessere.
Concedersi il tempo per farsi una sessione di respiro é "accogliersi", "prendersi cura di se", "amarsi".


Letture e citazioni:
Umberto Galimberti “Il corpo” Feltrinelli
Umberto Galimberti “Psiche e tecne” Feltrinelli
Dario Sonetti “Conoscersi per avere cura di sé” manuale del corso

Immagine: foto di Antonio Ruffoni