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Respiro


Il respiro é un processo.
"La candela accesa respira e la si chiama fiamma. Il corpo respira e lo si chiama vita. Ne' fiamma ne' vita sono sostanze ma processi. La fiamma differisce dallo stoppino o dalla cera come la vita dal corpo o l'amore da un ormone." (John Severinghaus)
Respirare é essenziale per la nostra vita perchè tutte le cellule del nostro corpo necessitano di ossigeno e di eliminazione di anidride carbonica, per i processi vitali cui adempiono per il benessere dell'individuo.

L'essere vivente unicellulare respira attraverso i pori della sua pelle (membrana citoplasmatica), da cui lascia uscire i "fumi" dell'ossidazione, l'anidride carbonica, per lasciare entrare nuovo ossigeno che consentirà di "ossidare", "bruciare" gli alimenti, elementi che ingloba, per ottenere l'energia che gli serve per la sua sopravvivenza (muoversi, riprodursi, smaltire le parti difettose, sostituire o ricreare parti nuove).
Con la comparsa di organismi pluricellulari, composti cioè da più cellule con lo stesso DNA, avviene che le cellule dello stesso organismo si specializzano per compiere funzioni diverse e così, con l'aumento della complessità dell'organismo, si ha la comparsa di un sistema circolo-respiratorio che consente la respirazione e cioè di incamerare aria, di far passare l'ossigeno nel sangue, di portare l'ossigeno ad ogni cellula del corpo e di prelevare da ogni cellula l'anidride carbonica e di ritornare a restituire l'anidride carbonica all'aria. Nell'uomo il sistema che svolge queste funzioni é l'apparato cardio-respiratorio.
Il respiro é l'atto fondamentale che ci consente "inspirando" di prendere ossigeno ed "espirando" di eliminare anidride carbonica.

Nella nostra vita intrauterina, questi scambi avvengono tramite la placenta, dal sangue materno prendiamo tutto l'ossigeno che ci serve e ci riversiamo l'anidride carbonica che altrimenti ci intossicherebbe.
Alla nascita, lo scambio dei gas continua ad essere garantito grazie al continuo passaggio del sangue nel cordone ombelicale. Se il cordone viene tagliato prima che il bambino inizi a respirare da solo, il neo nato si ritroverà senza ossigeno, in pericolo di vita, e l'unica possibilità di salvezza sarà quella di inspirare, espandendo tutto d'un colpo i polmoni, facendovi entrare per la prima volta l'aria e sicuramente non é una sensazione piacevole.
Consentire al neonato di adattarsi, con i suoi tempi, alla lenta riduzione dell'ossigeno presente nella placenta, dopo il secondamento, cioè il distacco della placenta dall'utero, dove era impiantata, fa sì che i polmoni si espandano un po' alla volta, e così, l'emozione alla nascita, all'accoglienza in questo nostro mondo, non é più quella della "paura di morire" ma é quella di "sentirsi accolti così come siamo, con i nostri tempi e le nostre specificità".
Transformational breath facilita il processo di integrazione della “paura di morire” e ci consente di integrare “l’accoglierci così come siamo”.

immagine: foto di Anne Geddes